Due CD con trenta canti popolari: “Fuoritempo”, il libro-evento degli “Arianova”

24.03.2025

Segnaliamo ai nostri affezionati lettori un evento culturale ed editoriale di grande importanza, con riferimento alla musica popolare: "Fuoritempo" (135 pagine, 25 Euro, Edizioni CASERTAMUSICA&ARTE), opera degli artisti che si firmano "Arianova", un libro con due CD che raccolgono – come recita il sottotitolo – "Trenta canti popolari di Pignataro Maggiore e di Terra di Lavoro". Il bellissimo libro, ricco anche di documentazione fotografica, rappresenta il coronamento di circa 50 anni di attività iniziate a metà degli 'anni '70, a Pignataro Maggiore (CE), con la registrazione di canti eseguiti, fondamentalmente, da ex contadine, braccianti, artigiani e, perciò, legati ad un mondo agricolo e dei mestieri oggi scomparso. Nell'età adulta, per la componente originaria di "ARIANOVA", si è avvertito il dovere di raccontare una parte di storia della comunità, almeno dal punto di vista dei canti tradizionali, assumendo, nel rispetto della "memoria", la responsabilità di mantenere, raccontare e tramandare, attraverso i canti ed i suoni, quanto trasmesso dal gruppo di persone che quella memoria aveva conservato. Ciò allo scopo di evitare l'oblio della "Cultura di origine", tenendo conto di tutti i cambiamenti e le trasformazioni che hanno investito (e tuttora investono) anche la piccola comunità di "Terra di Lavoro" e che potrebbero rovesciare quella che è stata la sua "identità culturale contadina e artigiana".

Il volume è introdotto dalla prefazione di musicisti di importanza rilevante in tale ambito con i quali alcuni componenti di ARIANOVA hanno avuto, e ancora hanno, collaborazioni; grandi artisti come Fausta VETERE e la NCCP, Eugenio BENNATO e Gianni LAMAGNA con PAESE MIO BELLO hanno elogiato il lavoro svolto evidenziando e testimoniando il suo straordinario valore culturale e musicale.

Prefazione di Eugenio Bennato: "Giacomo Peppe Gianni Lucio, quattro ragazzi di Pignataro Maggiore, quando nel 1975 sceglievano di affiancare alla loro attività di studenti una appassionata ricerca di musica popolare, partivano con un vantaggio: erano circondati da mura strade e campi ricchissimi di vibrazioni musicali ancora presenti e vive, ma soprattutto erano nell'epicentro di una zona di arte popolare tra le più straordinarie del nostro sud. La civiltà contadina consegnava, a chi avvertiva attenzione a non farsi trascinare nel vortice del consumismo, un patrimonio di ritmi e melodie di assoluto valore artistico, di creatività pura che per la sua bellezza non può essere travolta dal passare del tempo e dal succedersi delle generazioni. Ma perché questo avvenga è necessario che qualcuno quei fiori preziosi li raccolga e non li faccia appassire per sempre. Giacomo Peppe Gianni e Lucio formano idealmente un tutt'uno che si chiama Arianova. "Fuoritempo", nel 2024, è la contemporanea affermazione di un messaggio partito negli anni Settanta, e di quel messaggio mi sento in parte responsabile".

Prefazione di Fausta Vetere: "Cari Arianova. Ho ascoltato i brani di questo album, e mi hanno sinceramente emozionata. È un lavoro bellissimo che mi ha riportato indietro a ormai cinquant'anni fa quando insieme a Roberto De Simone facevamo ricerche sul campo e ascoltavamo brani della tradizione frutto delle ricerche di antropologi ed etnomusicologi come Ernesto De Martino, Annabella Rossi e Diego Carpitella. Ascoltavamo questi brani tradizionali e si discuteva su quale fosse il giusto modo di presentarli ai nostri giorni. In "Fuoritempo" ritrovo il gusto del raccontare in maniera poetica e musicale, del cantar melodie, come hanno fatto i grandi cantautori del passato e anche tanti autori classici. In questo momento c'è tanto oscuramento culturale che si riflette su ciò che ascoltiamo in giro, da Sanremo a molta musica che spopola sui social. Perciò penso che il titolo di questa raccolta è azzeccatissimo, perché veramente contiene musica fuori dal tempo, musica che probabilmente continuerà ancora a lungo ad essere apprezzata. Dai primi lavori di Roberto De Simone ad oggi ci sono solo poche persone che hanno saputo rileggere con gusto e competenza il repertorio del passato, e voi siete tra questi pochi. Anche nella Nuova Compagnia di Canto Popolare c'è tuttora discussione su come proporre oggi la musica tradizionale, le antiche villanelle e i canti popolari, poiché le nostre esecuzioni sono da molti anni diventate il modello utilizzato da tanti altri gruppi. L'opinione di alcuni è che per rendere contemporanea questa musica sia giusto utilizzare sonorità e strumenti musicali di oggi, come chitarra elettrica, batteria e sintetizzatori, tastiere eccetera. La mia opinione è che i brani della tradizione popolare vadano rispettati innanzitutto in quanto "documenti", testimonianze del passato e della nostra identità culturale, e per questo non debbano essere stravolti. Occorre essere il più fedeli possibile nella loro riproposizione, e in questo trovo che il vostro lavoro è paragonabile a quello che fece De Simone negli anni Settanta, e a quello realizzato da Corrado Sfogli nell'opera "Napoli 1534" con la Nuova Compagnia di Canto Popolare. Partendo da semplici linee monodiche, come quella che apre il primo brano del vostro album, avete mostrato come un canto contadino può essere musicato e armonizzato con semplicità e poesia, senza snaturarne l'origine popolare. Penso sia un ottimo modo di procedere specialmente se poi il risultato ha questo alto grado di musicalità. Il vostro è un lavoro realizzato con amore e competenza da chi conosce bene la musica del passato e anche quella contemporanea. Vi faccio i complimenti per tutto quello che ho potuto ascoltare in questo album: le belle voci, le armonizzazioni così semplici ed efficaci, la bravura di tutti i musicisti che hanno partecipato alla registrazione. E spendo una parola di stima per Emilio Di Donato che ha sempre operato bene in campo musicale, mostrando di possedere competenze musicali e capacità di documentarsi per realizzare lavori di qualità. Cari Arianova, quando presenterete ufficialmente questo lavoro chiamatemi pure, se mi sarà possibile sarò al vostro fianco con grande piacere".

Prefazione di Gianni Lamagna: "Meglio tardi che mai. E menomale! Finalmente lo storico gruppo degli Arianova, ricercatori ed esecutori di musica e tradizioni popolari, ha raccolto in un doppio album, corredato da un corposo libro con testi e informazioni, il lavoro di quasi cinquanta anni di ricerca sul campo. La raccolta "Fuoritempo" ci consegna un patrimonio vocale e musicale insolito, poco conosciuto, e perle inedite come la devozionale "Parte Maria". Un lavoro pregevole, registrato e organizzato con cura, trenta brani eseguiti con rigore e maestria, una ricerca importante che arricchirà e aprirà nuovi occhi sul mondo popolare e sul rispetto che esso dovrebbe pretendere da chi lo avvicina. Un ascolto che allieta, appassiona e rinfranca l'orecchio dal degrado consumistico a cui esecutori senza scrupoli hanno confinato la musica popolare. Complimenti, Arianova, avete fatto un ottimo lavoro. Le generazioni future ve ne saranno grate".

A. P.