Un libro di Heinrich Mann racconta come il nazismo ha degradato l’intelligenza

30.03.2025

Il libro di Heinrich Mann, "L'odio" (L'ORMA editore, 208 pagine, 19 Euro, traduzione di Eusebio Trabucchi), racconta – recita il sottotitolo – "Come il nazismo ha degradato l'intelligenza". «Previdi in anticipo quel che sarebbe accaduto in Germania: me la fecero pagare come se l'avessi causato io»: così Heinrich Mann commentava l'accoglienza che negli anni aveva ricevuto L'odio, implacabile analisi dei metodi con cui il nazismo si era impadronito del potere. Scritto e pubblicato nel 1933, questo eccezionale documento coglie la Storia in flagrante alternando la profetica lucidità della riflessione ai fulminanti ritratti dei più scellerati protagonisti di quegli anni: Hitler, Göring, Goebbels e molti altri. Vibrante denuncia di ogni svalutazione della conoscenza e appassionata difesa della ragione contro le menzogne alla base del nazionalismo, L'odio è qui presentato per la prima volta in Italia in edizione integrale. «Le generazioni future saranno in grado di agire con giustizia soltanto se noi, oggi, ci saremo ostinati a adoperare il linguaggio della verità».

Heinrich Mann (1871-1950) è stato un prolifico scrittore, saggista e polemista tedesco. Nella sua opera, che spazia dal romanzo sociale alla novella d'artista passando per l'affresco storico, ha descritto con penna finissima il rapporto tra psicologia individuale e istituzioni come la scuola o la burocrazia statale. Socialista e strenuo oppositore del regime nazista, dopo l'ascesa di Hitler fu tra i primissimi a finire nelle liste di proscrizione e fu costretto a un lungo vagabondare per l'Europa e poi all'esilio negli Stati Uniti.

D. P.